Ieri 01/07/2018, 4 spensierati arcieri della 10ASKA, hanno
simpaticamente deciso di andare a fare una gara fuori comitato.
La scelta è
caduta sul percorso organizzato dalla 12VATE, che, pur facendo parte del
comitato Lazio, ha allestito il campo in Abruzzo e precisamente
all’interno dell’azienda agricola Zaccagnini, famosa per i suoi ottimi vini. La
gara infatti ha avuto la peculiarità di svilupparsi tra i filari dell’enorme
vigneto dell’appunto proprietà Zaccagnini. Un fatto insolito e, se vogliamo,
nuove difficoltà date da un ambientazione del tutto originale.
Purtroppo, i pur bravi organizzatori, hanno avuto la negligenza di non
accordarsi con i piani alti del Creatore sulle condizioni meteorologiche.
Spesso ci siamo lamentati dei diluvi e delle docce di acqua piovana subìte tra
i boschi, questa volta ci troviamo di fronte a della carne di arciere ben
cotta.
Il sole a picco per tutto il giorno, l’assenza di vento per quasi tutta
la gara e la mancanza, ovviamente, di alberi hanno mietuto vittime tra i
partecipanti.
Sicuramente siamo qui ad augurare una pronta guarigione al
povero arciere della 13ELFI costretto ad essere portato via in ambulanza, ma
anche i ritiri volontari sono stati molteplici e la competizione è diventata,
oltre che tecnica, anche molto fisica.
Una gara per veri uomini, insomma, solo chi è abituato a
tanta sofferenza fisica poteva spuntarla, solo chi è abituato a combattere ogni
giorno con il caldo atroce estivo poteva essere capace di continuare a scoccare
frecce come se nulla fosse, mi vengono in mente bagnini, agricoltori, operai
dell’ANAS, muratori…già i muratori come il nostro Roberto Canala. E’ stato
proprio lui a portare la 10ASKA al primo posto dei LONGBOW. Sole? Ma quale
sole: “tiro la freccia, bevo un bicchiere
ed il primo posto è mio di dovere”. Sono rimasto concentrato fino
all’ultima freccia, dichiarerà a fine gara; prendo un oki e mi ripiglio, gli
rispondo con il viso cotto e mangiato.
Nel mio sudore concludo un’onesta gara a 209, poco….tanto,
non lo so, però la gara la porto a termine anche per orgoglio. In piazzola con
me ho trovato fenomeni che, oltre a fare il doppio dei punti, presentavano una
carta d’identità con il doppio degli anni. Ritiratevi vi prego, pensavo dentro
di me, ma niente da fare, loro erano freschi e performanti ed io non potevo che
fingere una forma fisica invidiabile. Tanto di cappello a questi mostri sacri
che portano a scuola gran parte di noi.
La sponda abruzzese della 10ASKA (Di Berardino, De
Berardinis), ha ottenuto risultati, come tanti, un po’ al di sotto delle
loro potenzialità.
Piero lo attendiamo sempre nelle zone altissime della
classifica, ma il suo lato negativo è la discontinuità, ma ci posso mettere la mano sul fuoco che
presto sparirà, perché vederlo tirare quando la sua testa è
sgombra di pensieri, è sempre un piacere.
Antonello si ferma poco sotto i 200, ma lo si incontra per
il campo vagare a modi zombie, alla ricerca di acqua e la pelle color pomodoro.
Un giorno racconterà ai nipoti di aver
attraversato a piedi il Sahara.
I complimenti vanno comunque fatti a tutti e quattro:
serietà, concentrazione, strette di mano e zero polemiche a fine gara.
Complimenti anche agli assenti che si sono fatti valere nel terreno FITARCO:
pioggia di medaglie con Capponi e Gobbi.
Ora Canala tira fuori il vino che hai vinto, dobbiamo
brindare tutti insieme!!!!









